The Ruffianaggine post: Four Tet/Burial/Thom Yorke

Posted on 17/03/2011

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Novità che scopro fresca fresca stamattina: è in uscita una nuova collaborazione tra tre teste d’uovo delle musica sperimental/alternativa/sticazzi mondiale, ovvero Four Tet, Burial e Thom Yorke.

I primi due non sono nuovi a collaborare, già nel 2009 avevano buttato fuori l’ep Moth/Wolf Cub, a mio parere tra i picchi artistici di entrambi i musicisti. L’aggiunta sorprendente è il cantante dei Radiohead, anche lui già navigato in fatto di collaborazioni balorde, tipo quel pezzo con gli Sparklehorse, o quella roba di Kanye West, Lupe Fiasco e Pharrel sulla sua base. Le due nuove tracce, che usciranno per Text, la label di Four Tet, si chiamano Ego e Mirror e sono state annunciate da Pitchfork l’altro ieri e presentate sulla radio inglese Rinse FM il pomeriggio di quel giorno.

Se i signori mi permettono, vorrei fare qualche considerazione sulla notizia che vi ho appena dato.

Il punto primo è che è sempre bellissimo svegliarsi alla mattina e scoprire che due tra i tuoi musicisti preferiti ti hanno fatto una sorpresa e fanno uscire uno pseudo-bis a uno dei tuoi dischi preferiti. E qui siamo tutti d’accordo.

La seconda considerazione è che Thom Yorke, per quanto sia un simpatico gigione e l’ultimo video dei Radiohead mi abbia fatto ridere tantissimo, mi sta un po’ sulle pere. Mi sta sulle pere il cantato lamentino e senza struttura che si è inventato coi Radiohead e mi sta sulle pere che è arrivato ad un punto di fama tale che anche se si registra mentre fa i gargarismi con un microfono a contatto in gola è considerato un fenomeno lo stesso.

La terza considerazione è che buttare fuori a due anni di distanza un altro ep edizione limitatissima tra due personalità del genere con in aggiunta una terza personalità del genere mi pare un po’ una ruffianata.

Ai tempi di Moth/Wolf Cub, con Four Tet che aveva già perso la brocca dopo la sequela di dischi con Steve Reid, vedere una collaborazione del suddetto con il genio schivo di Burial era una bella e fresca novità, ma oggi novità non è più. E comunque non coi Radiohead che hanno pure un disco in uscita. La sensazione è un po’ quella che stiano sfruttando il traino di King of the Limbs per far parlare un po’ di sé.

Le tracce poi non sono brutte. E ci mancherebbe, vista la qualità a cui siamo abituati da ciascuno dei tre. Però non sono nemmeno ‘sta meraviglia. C’è la cassa dritta con controtempi dubstep appena accennati, trademark di Burial, ci sono un paio di synthini che sembrano rippati da Ellen Allien/Apparat, ci sono i suonini manipolati dal buon Kieran Hebden, e ci sono le melodie lamentine di Thom Yorke. Tutto al suo posto, tutto gradevole ma senza lasciare il segno. Poi oh, parlo per me. Voi ascoltate e fatevi un’idea.

In conclusione, viste le quotazioni che ha raggiunto l’altro ep su Discogs, mi sa che appena la Text mette in stock me lo accatto. E con tutto che a ripensare a certi tempi d’oro di Four Tet mi si bagnano le mutandine, non lo faccio per sentimentalismo, ma solo per investimento.

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Posted in: Suoni